Santa Cecilia

Il 22 novembre è il giorno in cui la Chiesa fa memoria di Santa Cecilia, nobile donna cristiana martire, divenuta patrona della musica e dei musicisti.

La nostra Comunità Pastorale ha scelto proprio questa occasione per organizzare, ormai da diversi anni, un appuntamento significativo: il concerto delle corali e dei cori di tutta la comunità.

La chiesa San Giorgio di Casatenovo ogni anno risuona di musica e canti, con l’esibizione delle corali di Campofiorenzo, di Valaperta, di Rogoredo, di Casatenovo, i cori di Casatenovo e quello di Galgiana, fino al Coro Angelicus, il coro interparrocchiale che riunisce donne e uomini di tutte e cinque le frazioni casatesi.

“Il Concilio Vaticano II afferma che il canto è il linguaggio privilegiato per la preghiera di ogni cristiano. Si canta perché, se l’Eucarestia è esperienza di comunione, il canto è il linguaggio più forte che ci permette di fare comunione”

don Marco Rapelli

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Santa Cecilia è la patrona della musica, dei musicisti e dei cantanti. Molte scuole, bande e associazioni musicali sono state dedicate alla martire romana.

Forse il collegamento tra Santa Cecilia e la musica è dovuto a un fraintendimento, a un’errata interpretazione di una frase di un canto della messa per la festa della Santa. Scopriamo il perché raccontando la sua storia.

La storia di Santa Cecilia

Cecilia era una nobile fanciulla romana della gens Cecilia nata nel II secolo d.C. La famiglia la diede in sposa a un patrizio di nome Valeriano, ma il giorno delle nozze, la ragazza avvertì il futuro marito che si era consacrata a Dio e che sarebbe rimasta perpetuamente vergine. L’uomo dapprima ebbe una reazione di disappunto, poi si convertì egli stesso al cristianesimo e così fece anche il fratello Tiburzio. I due, ricevuto il battesimo, furono condannati alla decapitazione perché all’epoca la persecuzione nei confronti dei cristiani era molto violenta.
 Anche Cecilia fu perseguita, ma il littore che avrebbe dovuto decapitarla la colpì tre volte al collo senza riuscire a ucciderla. La donna rimase in vita tre giorni e prima di morire ricevette in visita Papa Urbano I al quale lasciò in eredità la sua casa, esprimendo il desiderio che venisse tramutata in una chiesa. Solo nell’anno 821, però, la chiesa edificata venne consacrata alla Santa.

Perché Santa Cecilia è patrona della musica?

Fino al XV secolo Santa Cecilia venne sempre raffigurata nei dipinti con i simboli del martirio (palma e corona), ma poi iniziò ad apparire con in mano un organetto e da lì, il passo per divenire patrona della musica è stato breve. Tutto ciò è dovuto probabilmente a un’errata interpretazione di un canto latino che è stato tradotto in questa maniera: “mentre gli strumenti musicali suonavano (cantantibus organis) la Vergine Cecilia cantava nel suo cuore soltanto al Signore…”. 
In realtà i codici più antichi riportano un’altra versione: “tra gli strumenti di tortura incandescenti (candentibus organis) la Vergine Cecilia cantava…”. 
E così Santa Cecilia è divenuta patrona della musica e a lei sono state dedicate numerose scuole, bande e associazioni musicali. Si pensi solo all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, fondata nel 1585 e divenuta con gli anni una delle principali istituzioni musicali conosciuta non solo in Italia, ma nel mondo.

G.S.

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