Festa del Salame

Eccoci arrivati alla fine del mese di Aprile e come ogni anno, da 43 anni a questa parte, l’attenzione di tutta la frazione di Campofiorenzo è catalizzata da quelle tensostrutture che, silenziosamente, nei mesi precedenti, sono state rimontate per essere pronte ad accogliere centinaia e centinaia di visitatori per la rinomata Festa del Salame.

La Festa così com’è la conosciamo tutti, ma da dove nasce tutto ciò?

Facciamo un viaggio nel tempo.

La prima edizione della manifestazione risale al lontano 1973 ma le sue origini si devono ricercare nell’anno precedente e alla fondazione del mitico Gruppo 72, un gruppo di amici, ragazzi e ragazze tutti appena ventenni, cresciuti all’ombra del campanile della nostra chiesetta di San Mauro e sotto la protezione bonaria dell’allora parroco don Angelo Consonni.

E’ di quegli anni la costruzione di in un nuovo oratorio maschile che andava a sostituire un locale, adiacente alla casa parrocchiale, usato sia come luogo di ritrovo per i ragazzi sia come sala teatrale per la piccola compagnia dialettale del paese, fino ad allora composta da soli membri maschili.

I tempi però stavano cambiando e i ragazzi del paese, maschi e femmine, con la costruzione del nuovo oratorio e del nuovo campo sportivo, volevano poter partecipare, tutti insieme e non più separati, attivamente e concretamente alla vita della parrocchia per rilanciare una nuova idea di oratorio, la loro idea, dove maschi e femmine potessero collaborare.

La prima iniziativa del gruppo fu quella di riorganizzare la compagnia teatrale, questa volta mista, e della quale entrarono tutti a far parte, chi con un ruolo da attore, chi con un compito di organizzazione, guidati dall’esigente regia di Savino Costantino.

I primi spettacoli furono un successo tanto che gli spettatori venivano anche dalle frazioni vicine e la compagnia, forte di un grande spirito cameratesco, si ritrovava a riproporre più volte lo stesso spettacolo per non deludere nessuno.

Rinfrancato da questa iniziativa positiva il gruppo decise di allestire anche delle mostre di quadri nel salone principale dell’oratorio e di…dar vita ad una festa di paese in grado di richiamare molte persone, sulla scia della famosa festa della birra tedesca.

Decisero allora di organizzare una sagra che ruotasse tutta intorno al prodotto gastronomico principe della zona, il salame.

Fu così che, il 1 Maggio del 1973, dopo aver reclutato, con una ricerca effettuata andando a suonare ai campanelli dei salumifici della zona, sette salumifici industriali e sette artigianali, disposti a mettere a disposizione i loro prodotti e i loro venditori all’oratorio, prese il via la prima edizione, tutta caratterizzata, o quasi, dal maltempo (fedele compagno di quasi tutte le edizioni,a dirla tutta).

Per l’occasione era stata allestita una struttura di copertura con tubi Dalmine che andavano a reggere teli di cellophane, ma che poco riuscirono a fare contro la pioggia che si era abbattuta sulla festa fin dal mattino e che accompagnò i ragazzi fino al primo pomeriggio, tanto da obbligarli più volte in oratorio.

Dispiaciuti ma non piegati dal maltempo i mitici del gruppo, aiutati da altri volontari del paese che erano riusciti a coinvolgere, decisero di prorogare la festa anche la domenica successiva, conservando i salumi avanzati nella sacrestia della chiesa.

I salumifici aderenti però non erano stati avvisati della cosa e, quindi, non avevano mandato i loro venditori. Si decise allora di sostituirli con tutte le signore del paese, mamme, sorelle, zie, di Campofiorenzo che i ragazzi, con il loro entusiasmo, riuscirono a reclutare.

E quel giorno…fecero il proverbiale botto!

Vendettero tutto quello che avevano e arrivarono persino a dover andare, casa per casa, a chiedere il pane perché ne erano rimasti sprovvisti.

Il primo incasso della festa fu per loro una soddisfazione enorme e una conferma concreta e tangibile del fatto che, insieme, potevano fare grandi cose per la loro comunità parrocchiale e per il loro oratorio, per il quale pensarono subito a delle migliorie, come l’illuminazione del campo sportivo e una bella tinteggiatura.

Il primo anno, insieme ai salumi, si limitarono a vendere i salamini nostrani ma già nei due anni seguenti gli organizzatori pensarono di inserire la “roulette del salame” che consisteva nell’abbinare un numero acquistabile con poche centinaia di lire, ad un salame intero offerto dai salumifici espositori. Poi si pensò di ampliare spazi e menù della cucina e aumentarono le proposte gastronomiche.

Questo grazie anche al fatto che, uno dei salumifici espositori, Beretta di Barzanò, aveva messo a disposizione della manifestazione Sereno, un suo cuoco, che lavorava in Fiera a Milano. Proprio lì Sereno, originario di Pasturo, aveva proposto per la prima volta una ricetta della sua zona, la polenta taragna, accompagnata dallo zampone della Beretta. La stessa ricetta la propose ai ragazzi di Campofiorenzo, i quali accettarono di buon grado di inserirla, insieme al risotto con la luganega e alla più semplice pastasciutta, nel loro menù.

Sereno fu il primo cuoco ufficiale della festa ma ben presto gli si affiancarono decine di donne e di uomini della frazione disponibili a cucinare e a dedicare parte del loro tempo alla buona riuscita della manifestazione.

Aumentarono i piatti del menù e, di pari passo, aumentarono e migliorarono le attrezzature, sempre di più ogni anno, e le migliorie per trasformare la festa.

Da una piccola balera si arrivò al palco vero e proprio con esibizioni dal vivo, alla roulette, alla lotteria, insomma, si pensò e si lavorò per farla diventare quella che è oggi, una manifestazione in grado di richiamare visitatori da ogni parte della Brianza.

Ma qual è il segreto della sua longevità? Cosa riesce a dar vita a quella che una giornalista, Micaela Crippa, ha definito la magia in grado di riunire un’intera frazione?

L’entusiasmo delle centinaia di volontari o il loro voler fare qualcosa di buono per la loro parrocchia? O ancora, il sentirsi parte di un tutto?

Il CUORE, ecco qual è, secondo me il vero elemento magico! Il cuore di tutti coloro che in questi anni hanno lavorato e creduto in questa festa. Il cuore grande di tutti coloro che, pur nella fatica del lavoro in cucina e negli stand, delle tante ore in piedi, non sono mai venuti meno all’impegno preso, mai, nemmeno per un giorno, e tutto ciò, sempre, con il sorriso sulle labbra.

Cerchiamoli allora, quando andremo, nel campo sportivo, i volti sorridenti di tutti i volontari, e ricordiamoli perché sono loro la vera forza della manifestazione.

I rappresentanti del Gruppo 72 devono essere fieri di quello che, nella loro visionaria iniziativa di giovani volenterosi, sono riusciti a creare.

Volevano dar vita ad un oratorio luogo di aggregazione per tutti, nessuno escluso. Hanno messo in piedi una macchina dalle proporzioni gigantesche, che fa proprio dell’aggregazione la sua forza d’essere.

Fieri loro e grati noi per aver avuto un così tale esempio e una tale eredità.

Che la festa abbia inizio allora e… che si compia la magia…ancora una volta.

Dedicato a tutti i volontari…

di ieri e di oggi

Vivi

(V.S.)

sito ufficiale: www.festadelsalame.net

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