Festa del Ringraziamento

La Festa del Ringraziamento è un appuntamento fisso e atteso alla fine del mese di Gennaio, ormai da decenni, dal paese di Casatenovo e dalle frazioni che fanno parte della sua comunità pastorale.

Guidati dagli aderenti alla sezione locale della Coldiretti e da un gruppo di insostituibili volontari decine di persone, agricoltori e non, si ritrovano con lo scopo di ringraziare Dio per il raccolto che verrà e per far rivivere, con le ricostruzioni dei loro carri, il ricordo di quel mondo contadino che è alle origini della nostra comunità.

Tra i primi promotori della manifestazione si ricorda una ormai mitica signora Anita di Casatenovo, responsabile della sezione locale della Coldiretti di Lecco, che ha fortemente voluto, per il suo paese d’origine, una riproposizione della festa così come già veniva celebrata, dal 1951, in tutta Italia.

Le prime feste si componevano della sola Messa a seguito della sfilata ma, nel corso degli anni, la manifestazione è andata sempre più arricchendosi fino ad arrivare alla formula che conosciamo oggi dove Messa e sfilata sono accompagnate dal pranzo comunitario dei partecipanti, e dalla distribuzione di prodotti tipici del mondo contadino come il vino, pane e salame, trippa e polenta.

I partecipanti alla manifestazione hanno accesso libero, anche se il percorso della sfilata è mantenuto all’interno dei confini del comune di Casatenovo. L’intera manifestazione non ha fini di lucro, bensì di beneficenza dal momento che tutto il ricavato viene ogni anno devoluto alla parrocchia ospitante, a rotazione tra quelle che compongono la Pastorale. I prodotti stessi che vengono offerti ai visitatori sono gratuiti e donati dai partecipanti.

I carri sono allestiti ricreando le varie realtà del mondo contadino di una volta, dalle stie con gli animali da cortile, gioia dei bambini, alla ricostruzione dettagliata di ambienti, il tutto condito con un abbigliamento d’altri tempi che permette, ai visitatori, di essere catapultati in tempi lontani quando l’umiltà della vita quotidiana era intrisa di sentimenti semplici, ma non per questo meno veri.

Tutto nella festa ruota intorno al ricordo e alla celebrazione di un passato che ci riporta direttamente a quei valori della civiltà contadina che sono alla base della nostra comunità, rurale agli albori, prima che l’architettura industriale ne cambiasse l’aspetto. E tutto è collegato a quella religiosità che tanto è appartenuta ed appartiene tutt’ora alla realtà contadina.

La scelta del periodo, la fine del mese di Gennaio, non è certo casuale infatti la tradizione vuole che la festa dovesse essere in qualche modo ricollegata al giorno di S.Antonio (17 Gennaio) oltre che festeggiata in un periodo dell’anno relativamente calmo per i lavori nei campi.

Durante la celebrazione della Messa, all’offertorio molti sono gli oggetti portati sull’altare e ognuno di loro vuole essere simbolo reale di un pensiero ben preciso. I fiori rappresentano le meraviglie del creato, frutta e verdura il segno tangibile di ciò che il lavoro contadino riesce a trarre dalla terra che Dio gli ha affidato. E ancora, gli attrezzi da lavoro sono il simbolo del lavoro stesso, faticoso ma impagabile mentre la pecora, emblema della docilità per eccellenza, vuole essere il simbolo vero e manifesto dell’impegno di ciascuno ad essere docile alla parola di Dio. L’ultimo dono offerto è il pan sciusciott, il pane dei contadini, simbolo dell’essenzialità della vita e soprattutto della voglia e della capacità di ognuno di poter condividere ciò che si ha con chi è più sfortunato.

E’ un pane povero, fatto con pochi ingredienti, un mix di farine di grano unite a frutta fresca (pere e mele) e frutta secca (fichi) ma dal gusto pieno, che riempie la bocca e arriva fino al cuore…un po’ come il mondo contadino in genere, essenziale nella sua semplicità ma grande nella sua generosità.

V.S.

Pagina ufficiale Facebook della GIornata del Ringraziamento: https://www.facebook.com/groups/44595805981/?fref=ts