Perchè regalare un libro?

Dieci (e più) motivi per regalare un libro

Tempo forte, tempo di Avvento. Tempo di attesa, «tempo del concepimento – come scrive padre David Maria Turoldo nella sua soave Ballata della speranza – di un Dio che ha sempre da nascere». Tempo «di nostalgia e ricordi», «di solitudine e tenerezza». Tempo «del desiderio». Tempo – per chi può e per chi vuole, per chi lo interpreta come un obbligo sociale e per chi cerca di cogliere il senso del Dono più alto – di sorprese e regali.
Tra i tanti possibili, un buon libro è sempre un dono significativo e rilevante. È qualcosa di speciale e prezioso, in particolar modo a Natale. Per molte ragioni.

1. Perché un libro è sempre l’invito a un viaggio. Un viaggio interiore, va da sé: si respira l’odore della carta, si ascolta solo il rumore tenue delle pagine sfogliate, ci si lascia trasportare dalle emozioni. Le parole sanno portarti lontano. La lettura è un’avventura in cui il lettore ha un ruolo attivo e la sua interpretazione è sempre unica. È un pellegrinaggio interiore che può anche cambiare la vita; è, in ogni caso, un atto di creazione permanente: la porta che cigola sinistramente non si vede, ma crea apprensione, attesa, inquietudine, come e forse persino meglio di un’immagine.

2. Perché donare un libro è una forma di amore e di custodia verso l’altro, soprattutto quando se ne intercettano correttamente gusti e preferenze. È un po’ come dire al destinatario: trova del tempo per te, per carezzare sogni e ricordi, per guardarti dentro; cerca di astrarti dal frastuono, prova a ritagliarti qualche ora di silenzio quieto e avvolgente. Fatichiamo terribilmente a trovare luoghi tranquilli e momenti di introspezione: il Natale può essere un’occasione propizia. I giorni della festa e del tepore familiare possono essere riscaldati e valorizzati con una o più buone letture.

3. Perché donare un libro significa sollecitare il senso critico, significa consigliare una via per andare oltre la superficie. La lettura aiuta la comprensione di sé, è uno strumento fondamentale per lo sviluppo psicofisico e comportamentale: contribuisce a formare donne e uomini consapevoli.

4. Perché un libro può curare molte ferite. Attenua il battito dell’ansia, allevia lo stress, aiuta a cicatrizzare le piaghe dell’anima, è un argine al male di vivere. C’è, a ben vedere, un rimedio letterario per molti malanni. La “biblioterapia” – come la chiamano Ella Berthoud e Susan Elderkin nel loro Curarsi con i libri – può offrire un vasto prontuario di ricette per l’anima e per il corpo.

5. Perché chi dona un libro che ha già letto e apprezzato dona una parte di sé, della sua storia e delle sue memorie, dona la sua chiave di comprensione della realtà, favorisce affinità ed empatia.

6. Perché chi dona un libro contribuisce a promuovere la conoscenza e il buon uso della lingua, sempre più offesa e maltrattata, piegata all’incultura del messaggio fulmineo ed improvvisato – spesso banale e sgrammaticato – di internet e delle piazze virtuali.

7. Perché donare un libro significa sostenere l’editoria. Nel nostro Paese chiude, sventuratamente, una libreria al giorno (!). Il settore soffre la crisi e l’anemia culturale. Resistono le grandi catene e le librerie indipendenti più ostinate. I lettori abituali sono purtroppo solo una frangia minima: appena il 18%. Il 57% degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno. Nella graduatoria europea della lettura siamo tristemente penultimi, con una preoccupante tendenza al peggioramento (nei primi mesi del 2014 il numero di volumi venduti è diminuito del 7,3% rispetto al 2013).

8. Perché un libro resta. È sì un coacervo di suggestioni ideali, ma è anche qualcosa di tangibile.

9. Perché un libro non è mai un dono invadente. Se ne sta lì buono, nello scaffale, pronto a farti compagnia in qualsiasi momento. Come suggerisce Daniel Pennac, un volume puoi leggerlo solo in parte, accantonarlo e riprenderlo anche anni dopo; puoi leggerlo e rileggerlo; puoi tenerlo sapendo che ti servirà. Un libro alle volte si nasconde, per poi svelarsi, con discrezione, al momento giusto.

10. Perché un libro è sempre simbolo di libertà e di democrazia. Non a caso, la storia di molti regimi dittatoriali è un susseguirsi di autori messi al bando o costretti all’esilio, di lugubri roghi di volumi sgraditi, di pubblicazioni servili piegate alla propaganda.

Quelli rapidamente esposti, in ordine sparso, sono solo dieci (buoni) motivi per leggere, per amare la lettura e per regalare un (buon) libro. Ma ve ne sono di certo molti altri. Perché ogni ora di lettura, sosteneva Hermann Hesse, può produrre nel lettore «una scintilla di forza, un presagio di nuova giovinezza, un alito di nuova freschezza».

Fonte: http://www.giornaledellumbria.it/blog/dieci-e-pi%C3%B9-motivi-regalare-un-libro